LA GEN Z TIBETANA E LA CALLIGRAFIA

  • by Redazione I
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  • 04 Apr 2025
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LA GEN Z TIBETANA E LA CALLIGRAFIA, Mirabile Tibet


In uno studio nella soleggiata Lhasa, un giovane fa scorrere con cura un pennello sulla carta. Creando una storia unica, la sua, nell’universo della scrittura tibetana. Un ponte tra la tradizione e la modernità, come quello che lo ha visto “catapultato” da una zona pastorale di confine nella Capitale spirituale del Tibet e sulla scena mondiale.

Dorje Tsewang trascorre la sua infanzia nelle praterie. Pascolando il bestiame e, nei momenti di pausa, usando dei ramoscelli per disegnare lettere tibetane nella sabbia: «Il preside della mia scuola primaria aveva delle abilità calligrafiche eccezionali, ed è stato lui il mio primo mentore». A trasmettere tecniche, certo, ma soprattutto amore.

Anni dopo, Dorje va a studiare Management in un’università di Shanghai. «Per quattro anni, ho avuto pochissimi incontri con la scrittura tibetana ma non ho mai smesso di esercitarmi: era anche un legame emotivo con la mia casa». Di ritorno, lavora prima in un’impresa statale e poi in una scuola primaria. Di giorno, impiegato e insegnante; di notte, studioso di calligrafia. «Pian piano, mi sono reso conto che era questa la mia passione».

Così, nel 2019 decide di diventare un artista a tempo pieno e, oggi, la sua calligrafia si distingue proprio per la fusione tra gli stili antichi – come Uchen, simile alla normale scrittura tibetana, o Umê, che include il corsivo – e le forme dell’Arte visiva contemporanea. Senza dimenticare le tecniche, che combinano i modi tradizionali alla pittura a olio e agli acquerelli.

Ma non finisce qui. Infatti, attraverso tazze da tè, quaderni e magliette, Dorje comincia a integrare la calligrafia agli oggetti di uso quotidiano: «La vera conservazione avviene con l’utilizzo, e io voglio che sempre più persone possano sperimentare la bellezza della scrittura tibetana nella vita di tutti i giorni». Una condivisione che avviene anche online, grazie ai brevi video con i quali Dorje racconta il suo lavoro. E che i numerosi followers fanno rimbalzare su Instagram e soprattutto YouTube, aprendo così le sue opere al mondo. Ma anche alla Gen Alpha tibetana, naturalmente riluttante all’idea di studiare calligrafia però molto incuriosita dai piccoli atelier di disegno e pittura che Dorje sta organizzando presso il suo studio.

Un’arte millenaria, quella della scrittura tibetana. Stabilizzata solo nel VII secolo (agli inizi dell’Impero tibetano, quando i calligrafi dell’Altopiano sono in cento) e oggi parte del patrimonio nazionale immateriale. Onorata da una giornata dedicata – il 30 aprile, a evocare le 30 consonanti – , insegnata anche all’estero (incluse Venezia e Grosseto) e portata avanti con lo stesso amore trasmesso a Dorje dal suo primo mentore.

Una staffetta. Di inchiostri e pennelli.