Quando il viaggio della mia vita è giunto alla fine e, poiché i parenti non possono seguirmi da questo mondo, solo vago nello stato di bardo, possano i buddha pacifici e infuriati intervenire con il potere della loro compassione e disperdere...
Uno straordinario patrimonio artistico e spirituale, intriso di tradizioni millenarie. Che oggi vede un enorme lavoro di recupero dai danni del Tempo e dell’isolamento, di preparazione ai mestieri della preservazione e di condivisione con il mondo. Assieme a una grande apertura alla modernità – fino a parlare oggi di un Cinema dell’Altopiano, di giovani tibetani protagonisti dell’Arte contemporanea o di digitalizzazione delle opere antiche, per mano degli stessi monasteri o templi.
Il tutto, reso possibile attraverso un notevole investimento di saperi e mezzi da parte di città e province cinesi che stanno creando delle possibilità a lungo impensabili. Dalla ripresa dei mestieri antichi dell’Altopiano, per molto tempo rimasti confinati come geografia e conoscenza, a un diverso rapporto – anzi, incontro – tra Cultura e Natura. Meno dettato dai bisogni e più amorevole, che oggi trasforma deserti in giardini e cambia persino abitudini secolari per meglio proteggere la vita intorno a sé.
Arti e celebrazioni, mestieri e sapori, usi e costumi di ieri e di oggi: una galassia in movimento, ancora tutta da scoprire.
Quando il viaggio della mia vita è giunto alla fine e, poiché i parenti non possono seguirmi da questo mondo, solo vago nello stato di bardo, possano i buddha pacifici e infuriati intervenire con il potere della loro compassione e disperdere...
Il vessillo della vittoria (in sanscrito dhvaja, in tibetano rgyal-mtshan) si riferisce a diversi oggetti della cultura tibetana, richiamando anche le figure della bandiera, dello stendardo. È costruito in legno e tessuto, ma ne esistono copie in metallo. Classicamente è...
La conchiglia (in sanscrito sankha, in tibetano dung gyas-’khyl), a volte chiamata anche conca destrogira, viene rappresentata con dimensioni piuttosto grandi, di colore bianco, generalmente con avvitamento verso destra e con la parte terminale a punta. La conchiglia, oggetto naturale...
Nell’immagini tibetane il vaso della ricchezza (in sanscrito kalasa, in tibetano gter-chen-po’i bum-pa) è un recipiente tondo con il collo corto e stretto che poi si allarga formando un bordo decorato. L’apertura del vaso è chiusa con un grande gioiello...
Il Parasole (in sanscrito chattra, in tibetano gdugs) è comunemente interpretato quale simbolo della dignità regale e rappresenta il potere spirituale. Derivato dall’arte indiana antica, viene rappresentato in diverse forme e varianti. Semplice o triplo, di seta gialla, bianca...
I simboli nella cultura tibetana sono validi tanto nella loro funzione di augurio quanto in quella di presagio. Rimane da chiarire un punto, ovvero quello inerente ad una possibile interpretazione superstiziosa di tali simboli; come sarebbe possibile coniugare tale atteggiamento...
Uno degli aspetti più complessi ed affascinanti dell’intera tradizione tibetana è senza dubbio costituito dai cham, le danze rituali eseguite dai monaci buddhisti e da quelli appartenenti al Bon, l’antica religione autoctona del Tibet. La policromia di costumi, maschere e...
Dopo il raccolto autunnale, quando sono liberi dal lavoro dei campi, i buddisti, provenienti da ogni angolo del Tibet, si recano al Lhasa in pellegrinaggio. Allora, sulla via Barkhor che circonda il monastero Jokhang, regna un’atmosfera festiva e di entusiasmo...
2 luglio 1933 Losar “Le case sono una ventina, tutte quadrate o rettangolari a due piani. Il piano terreno è un unico locale adibito a stalle per le pecore, al piano superiore c’è l’abitazione che è composta da due...
Quando parliamo di Tibet, la mente non può non volare alle grandi vette Himalayane e all’animale per eccellenza simbolo degli sherpa locali: lo yak. Ma cosa sappiamo di questo animale dal folto pelo? Lo yak è un grande mammifero appartenente...