
L’amministrazione di Lhasa ha appena designato la Gru dal collo nero come uccello ufficiale della Città. La decisione è arrivata come naturale conclusione della campagna lanciata a fine 2024, con la quale – per promuovere la conservazione della fauna selvatica e celebrare la biodiversità – era stato chiesto ai residenti di scegliere il loro preferito tra cinque specie.
Di tutte le “sorelle” esistenti al mondo, la Grus nigricollis è l’unica alpina, a riprodursi e svernare sull’altopiano del Qinghai-Tibet. Endemica di questa regione, ancora a rischio e protetta dalla Cina al Bhutan, è dunque una vera icona del patrimonio naturale locale – tanto da diventare l’uccello ufficiale di Ladakh (“il piccolo Tibet” amministrato dall’India) e, da oggi, anche della Capitale spirituale tibetana.
Come sempre, i pericoli riguardano sia gli effetti del cambiamento climatico, sia le attività umane. Parliamo di desertificazione e di scomparsa dei prati o delle zone umide nelle quali la Gru dal collo nero usa riprodursi, ma anche di inquinamento, caccia selvaggia, bracconaggio, turismo irrispettoso o costruzioni che devastano gli habitat. Senza dimenticare gli incidenti prevedibili, come il contatto con la corrente elettrica, che sull’altopiano vengono invece evitati grazie a delle soluzioni davvero mirabili.

Considerata portatrice di pace e di buona fortuna, la Gru dal collo nero è stata venerata per secoli dal Buddhismo tibetano. In parte perché considerata un’incarnazione del sesto Dalai Lama. In parte perché, secondo la leggenda, le incarnazioni del precedente leader spirituale venivano “trasportate” di monastero in monastero sui dorsi di questo magnifico uccello. E in parte perché, arrivando per svernare subito dopo la raccolta e migrando subito prima della semina primaverile, la Gru ha sempre aiutato la popolazione a seguire i giusti ritmi dei lavori agricoli. Un aspetto, quest’ultimo, molto conosciuto per esempio a Shangri-La – destinazione storica delle Gru dal collo nero, dove la popolazione si sta ormai dedicando alla protezione degli habitat e a un diverso equilibrio ecologico.
Spirituale o agricolo che sia, il legame con la popolazione c’è. Tant’è che molti movimenti della Gru, come i “canti” e le “danze” del rituale di accoppiamento, hanno ispirato canti, danze e interi festival dell’altopiano Qinghai-Tibet. E anche la circumambulazione di preghiera, laddove sembra che – prima di posarsi sul tetto di un monastero – la Gru lo sorvoli in cerchio per tre volte…